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L’egocentrismo infantile: la fase del “è mio” e come gestirla

L’egocentrismo infantile è una fase normale dello sviluppo emotivo e cognitivo dei bambini, quando si verifica e come gestirla in modo costruttivo

Bambino nella fase dell'egocentrismo infantile
Bambino nella fase dell'egocentrismo infantile (Depositphotos)

L’egocentrismo infantile è una fase normale dello sviluppo emotivo e cognitivo dei bambini. Una delle manifestazioni più comuni di questa fase è la dichiarazione enfatica, spesso udita dai genitori “È mio!”. Questa tendenza a considerare il mondo attraverso la lente dell’io è una parte essenziale della crescita e della formazione della personalità.

Il concetto di possesso attraversa una trasformazione significativa nel corso dello sviluppo umano, evolvendo da una prospettiva egocentrica a una più matura e condivisa. Nei primi stadi dello sviluppo, in particolare durante la fase dell’egocentrismo infantile, il concetto di “è tutto mio” riflette una comprensione limitata del mondo circostante. Tuttavia, con il passare del tempo e con l’esperienza, i bambini iniziano a sviluppare una consapevolezza più sofisticata delle dinamiche relazionali. Il concetto di possesso si evolve da una prospettiva individualistica a una più interconnessa, incorporando valori come la condivisione, la reciprocità e il rispetto per gli altri. Questa evoluzione è influenzata dalle interazioni sociali, dall’apprendimento delle norme culturali e dalla crescita dell’empatia. Il senso di possesso diventa quindi una componente più equilibrata e armoniosa nelle relazioni, contribuendo alla formazione di legami significativi e alla costruzione di una comprensione più maturo del concetto di proprietà.

Le ragioni dell’egocentrismo infantile

L’egocentrismo infantile è strettamente legato allo stadio di sviluppo cognitivo identificato da Jean Piaget, noto come “periodo preconcettuale”. Durante questa fase, i bambini sviluppano la capacità di rappresentare mentalmente oggetti e eventi, ma spesso faticano a comprendere prospettive diverse dalla propria. I bambini stanno ancora scoprendo chi sono e come si relazionano al mondo che li circonda. L’affermazione del possesso diventa un modo per stabilire un senso di sé e di sicurezza nella loro identità emergente.

Quando si verifica

Questa fase diventa evidente intorno ai 2-3 anni e può persistere per un periodo di tempo variabile, a seconda delle influenze ambientali e dello sviluppo individuale del bambino. Questa fase spesso coesiste con l’acquisizione del linguaggio e il desiderio di autonomia.

Come gestirlo

E’ fondamentale riconoscere che questa fase è parte integrante dello sviluppo dei bambini e offre l’opportunità di contribuire alla formazione della loro identità. Abbiamo individuato 4 approcci utili per gestire questa fase transitoria ma necessaria.

  1. Comprendere e accettare: I genitori devono riconoscere che l’egocentrismo è una fase temporanea e necessaria nello sviluppo del bambino. Comprendere che questa è una normale espressione di individualità aiuta a mantenere la prospettiva e a gestire le reazioni emotive.
  2. Insegnare la condivisione e la cooperazione:gGradualmente introdurre concetti come la condivisione e la cooperazione attraverso attività di gioco strutturate. Questo aiuta i bambini a comprendere che il mondo non ruota solo intorno a loro e che le relazioni positive si basano sulla reciprocità.
  3. Modello di comportamenti appropriati: I genitori svolgono un ruolo chiave nel modellare il comportamento dei loro figli. Dimostrare comportamenti gentili, di condivisione e di collaborazione aiuta i bambini a imparare attraverso l’esempio.
  4. Incoraggiare l’autonomia limitata: consentire ai bambini di prendere decisioni e assumere responsabilità limitate contribuisce a sviluppare un senso di controllo sulla propria vita senza alimentare l’egocentrismo in modo eccessivo.
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