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Co-sleeping: dicerie, benefici e verità nascoste

Esplorando i miti e le realtà di dormire con il bambino nel lettone

Co-sleeping: dicerie, benefici e verità nascoste
co-sleeping (depositphotos)

Il co-sleeping, pratica millenaria di condividere il letto con il proprio bambino, è oggetto di intensi dibattiti e dicerie contrastanti. Da un lato, ci sono coloro che lo considerano un’opportunità per creare legami emotivi più profondi con il proprio figlio, mentre dall’altro ci sono voci che lo bollano come pericoloso e dannoso. Ma cosa c’è di vero dietro queste posizioni contrastanti? Esploriamo i miti e i benefici del co-sleeping per scoprire la verità nascosta dietro questa pratica controversa.

Mito n.1: il co-sleeping è pericolo per il bambino

Uno dei miti più diffusi riguardo al co-sleeping è che aumenterebbe il rischio di soffocamento o di morte improvvisa del bambino. Tuttavia, numerosi studi scientifici hanno dimostrato che quando praticato in modo sicuro, il co-sleeping può essere altrettanto sicuro – se non più sicuro – rispetto al dormire separatamente. L’importante è seguire le linee guida di sicurezza, come posizionare il bambino sulla schiena su una superficie ferma e priva di cuscini e coperte spesse, evitando fumatori o alcolici nel letto.

Beneficio n.1: favorisce il legame affettivo

Il co-sleeping può favorire un legame affettivo più forte tra genitore e figlio. La vicinanza fisica durante la notte può aiutare il bambino a sentirsi al sicuro e protetto, promuovendo un attaccamento sicuro e una maggiore fiducia nel rapporto con i genitori.

Mito n.2: il co-sleeping provoca dipendenza

Alcuni critici sostengono che il co-sleeping possa creare dipendenza nel bambino, rendendolo incapace di dormire da solo in seguito. Tuttavia, non vi è alcuna evidenza scientifica che supporti questa affermazione. Al contrario, numerosi studi hanno dimostrato che i bambini che hanno praticato il co-sleeping tendono a sviluppare una maggiore indipendenza nel sonno una volta cresciuti.

Beneficio n.2: facilita l’allattamento al seno

Per le mamme che allattano al seno, il co-sleeping può facilitare l’allattamento notturno, riducendo la necessità di alzarsi dal letto e riducendo il rischio di sonnolenza durante le ore notturne. La vicinanza fisica può anche aiutare a regolare la produzione di latte materno e a rafforzare il legame madre-bambino.

Mito n.3: il co-sleeping interrompe il sonno dei genitori

C’è l’idea diffusa che il co-sleeping possa disturbare il sonno dei genitori, rendendoli più stanchi e meno funzionali durante il giorno. Tuttavia, molti genitori che praticano il co-sleeping segnalano di avere sonno più riposante e di sentirsi più vicini al proprio bambino, riducendo l’ansia e il rischio di depressione post-partum.

Beneficio n.3: promuove l’autoregolazione del sonno

Il co-sleeping può aiutare i bambini a sviluppare abilità di autoregolazione del sonno, consentendo loro di imparare a calmarsi e a tornare a dormire da soli dopo un breve risveglio. Questo può essere utile nel lungo termine, aiutando il bambino a gestire meglio il sonno anche quando dorme da solo.

In conclusione, il co-sleeping non è né totalmente dannoso né completamente benefico, ma dipende dall’approccio e dalle circostanze individuali. È importante educarsi sulle migliori pratiche di sicurezza e considerare le esigenze specifiche del proprio bambino e della propria famiglia prima di decidere se praticare o meno il co-sleeping. Con una valutazione attenta e informata, il co-sleeping può essere una preziosa opportunità per nutrire il legame emotivo con il proprio bambino e promuovere un sonno più tranquillo e ristoratore per tutta la famiglia.

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